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mercoledì, Agosto 10, 2022

La Citronette: Emulsione Instabile tra due mondi inconciliabili // Critica Cinegustologica // Come un Gatto in Tangenziale

Per quanti ancora non la conoscano, la Cinegustologia è quella disciplina che sprona a trovare connessioni sinestetiche tra cibi e le trame di film. E’, in altre parole, per gli amanti dei generi non solo alimentari, una chiave d’accesso, una particolare ottica da cui moltiplicare le emozioni e i significati derivati dalla vista di una pellicola; una modalità di lettura, per così dire, cui agganciare riflessioni sulla morale di un’opera cinematografica legandola alle suggestioni che le pietanze, tramite sapori, strutture, consistenze o ricordi, istintivamente ci suggeriscono.

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Con le mie poche nozioni in tasca, sconfiggo il traffico di Roma ed approdo al Policlinico Universitario A. Gemelli dove, qualche giorno fa, nell’ambito del Progetto Doc Wine Travel Food® di Gambero Rossoin collaborazione con MediCinema Italia Onlus, Fondazione Cinema per Roma, Artribune, SKY e Vision Distribution, nella bella Sala Cinematografia dell’ottavo piano, dotata di totale accessibilità, assistitiamo alla proiezione del film “Come un gatto in tangenziale” mescolati ad una platea di medici, infermieri, pazienti e parenti. Un’operazione innovativa, voluta per sottolineare la vocazione anche terapeutica del Cinema, per promuoverlo come elemento evasivo e di distrazione, come “cura” alternativa per alleviare la sofferenza fisica e mentale.

La particolare occasione ha visto la presenza di Paola Cortellesi e Riccardo Milani, rispettivamente protagonistaregista del film che, oltre a presentare la pellicola, si sono trattenuti con il pubblico per un dibattito finale moderato da Marco Lombardi, giornalista gastronomico e critico cinematografico nonché Professore, per l’appunto, di Cinegustologia.

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Il Film, per chi sa ben leggere, è una divertente quanto amara commedia italiana dietro cui si celano, mascherate da battute in romanesco e situazioni picaresche, riflessioni ben più profonde sul pregiudizio, sulle vite al margine, sulla periferia, sulla romana borghesia, sugli scontri di classe, sulle quotidiane contraddizioni di chi “predica bene e razzola male“, ma anche sulle inattese opportunità che la vita ci pone davanti, a patto di saperle riconoscere, e vivere.

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Partendo da una semplice relazione tra adolescenti, che diventa il perno attorno prende vita l’intreccio, “Come un Gatto in Tangenziale” descrive, con sguardo affezionato e velatamente autobiografico, così come ci svelerà poi il regista, l’incontro/scontro di due mondi decisamente distanti tra loro, i quali, fortemente agitati da un improbabile evento esterno, si trovano inaspettatamente, quanto forzatamente, a dialogare. 

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Quindi, se da una parte troviamo Giovanni (Antonio Albanese), un pensatore intellettuale che vive in un sontuoso palazzo del centro storico di Roma e che ha il compito di formulare politiche di sostegno volte a riqualificare le periferie urbane da presentare all’Unione Europea, dall’altra c’è Monica (Paola Cortellesi) un’ ex-cassiera di supermercato che fa i turni alla mensa per gli anziani e vive a Borgata Bastogi, dove i citofoni sono inesistenti, i condomini dormono in canottiera sul pianerottolo e il campanello, se premuto, intona la canzone di Renato ZeroPeriferia“.

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Stando così le cose, le loro vite dovrebbero rimanere ben separate, se non fosse che i loro figli, Agnese (Alice Maselli) e Alessio (Simone De Bianchi), sfidando tutte le convezioni decidono di “fidanzarsi”. E’ per questa inattesa via che Giovanni e Monica, entrambi molto attenti alle vite dei propri figli, per tenero rispetto di quell’amore adolescenziale che tutto infiamma e tutto coinvolge (ma anche mantenere fede a quelle teorie di uguaglianza e tolleranza che Giovanni da sempre sostiene e caldeggia) si trovano costretti ad unire universi che non avrebbero altrimenti potuto amalgamarsi. E’ da qui che nasce la mia suggestione, il mio richiamo cinegustologico: la Citronette.

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In cucina la Citronette viene definita un’emulsione temporanea ed instabile, ovvero, un’unione di due elementi, in questo caso olio Evo e succo di Limone che, seppur ben agitati tra loro, a causa delle loro nature opposte in assenza di leganti tenderanno ineluttabilmente a separarsi.

Olio evo e Succo di limone, grasso e acqua, rappresentano infatti due mondi. Sono due liquidi sì, ma profondamente diversi, sia a livello strutturale che molecolare. Tanto diversi da rendere però possibile nell’infinità delle combinazioni esterne, un momentaneo patto di non belligeranza tra loro, ma solo se emulsionati con molta energia.

Un’azione, uno sconvolgimento molto simile all’Amore che, nel suo improvviso accendersi, mette in circolo nuove energie, nuove pulsioni e ti induce a credere, anche solo per un momento, che tutto sia possibile, che ogni scoglio sia alla fine oltrepassabile, che ogni impresa sia realizzabile, che ogni emulsione instabile possa davvero diventare stabile, e che quel “condimento” possa far finalmente rima con “arricchimento”. 

Le cose però non vanno così, quando i mondi sono lontani, passata l’euforia delle prime fasi, si tende lentamente a separasi, si evidenziano differenze e strutture, e più ci allontana più la differenza si fa evidente, lampante.

Così capita anche ai due fidanzatini che, senza troppo soffrire, si separano, lasciando inaspettatamente spazio ad un’altra emulsione, questa volta tra Giovanni e Monica. Un’altra Cintronette, stavolta più matura, vissuta negli stessi limiti ma con maggiore consapevolezza, e forse con la speranza che, magari aggiungendo un uovo, così carico di simbologie anche “lui”, lo stato delle cose possa cambiare in maionese, dando nuova struttura a quella bizzarra unione, stabilizzando definitivamente ciò che per propria natura non lo è.

Come un Gatto in Tangenziale

Regia: Riccardo Milani

Interpreti: Antonio Albanese, Paola Cortellesi, Sonia Bergamasco, Luca Angeletti, Antonio D’Ausilio, Alice Maselli, Simone De Bianchi, Claudio Amendola

Distribuzione: Vision Distribution

Durata: 98′

Origine: Italia, 2017

Primo Piano

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