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venerdì, Dicembre 2, 2022
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Si scrive “FINAGRICOLA”, si legge“COSÌ COM’È”

Ci troviamo nella Piana del Sele, in un’area produttiva di 20.000 ettari, una delle più fertili d’Italia, che comprende tutti i principali comuni tra cui Pontecagnano, Eboli, Capaccio, Paestum e Battipaglia. Qui si è sviluppata negli anni una realtà a dir poco virtuosa e moderna, nata nel 1986 dall’intuizione di Gerardo Palo.

Figlio di un colono e quarto di nove figli, Gerardo Palo inizia la sua attività vendendo fitofarmaci impiegati nell’agricoltura. Dopo qualche anno, riesce a locare il primo terreno vicino ai templi di Paestum, particolarmente vocato per la frutticoltura.

Finagricola nasce nel 1986 dalla volontà di mio padre di realizzare un centro comune di produzione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli, destinati al mercato nazionale ed estero. Attualmente – racconta Fabio Palo, figlio di Gerardo e direttore commerciale di Finagricola – mio padre è il presidente e mio fratello Massimiliano si occupa della pianificazione generale di tutta la parte relativa alla produzione. Sono inoltre presenti altre due famiglie di soci minoritari”.

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“Abbiamo tutte le certificazioni – prosegue – inclusa la 22005, ottenuta due anni fa e legata alla tracciabilità del prodotto. Essendo la nostra un’azienda perfettamente integrata verticalmente, partiamo dal seme, abbiamo i nostri vivai di produzione dove alleviamo le piantine che successivamente vengono messe a dimora nei campi, e coltivate”.

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Quando il prodotto è pronto, arriva all’interno delle strutture di produzione e destinato al mercato del fresco in Italia e all’Estero. Quest’ultimo mercato rappresenta attualmente il 30% del fatturato con la Germania in testa, mentre il fatturato complessivo è di 47 milioni di euro. “Il brand principale è Finagricola – riprende Fabio Palo – ed è concentrato sul prodotto fresco stagionale. Di conseguenza, durante l’inverno vengono coltivati prodotti a foglia, mentre in estate si prediligono gli ortaggi, in particolare il pomodoro in tutta la sua gamma e in tutte le sue varietà: ciliegino, cuore di bue, datterino rosso, datterino giallo, pomodoro insalataro e così via. Negli anni abbiamo fatto una selezione delle migliori varietà di pomodoro, per compiacere il nostro consumatore. Nel 2005 abbiamo introdotto il brand Gran Gusto, per rappresentare le migliori qualità di pomodoro da noi prodotto, studiando un packaging particolare”.

Nel 2011 in qualità di azienda leader nel mercato nazionale nella produzione di pomodori datterini, Finagricola  pensa di diversificare  e approcciare mercati diversi da quello tradizionale, rappresentato dal fresco. “Abbiamo iniziato a fare le prime prove di trasformazione del datterino in pomodoro da conserva – ricorda Fabio Palo – ed è nato il brand Così Com’è. Il nome deriva dalla volontà di rappresentare il prodotto in maniera naturale, perché realmente è così come lo si vede. L’intera fase produttiva, del resto, è improntata al rispetto della naturalità. La caratteristica che ci contraddistingue è l’utilizzo di un prodotto destinato al mercato del fresco, trasformato poi in conserva vegetale. Il che è molto diverso, in termini di qualità, rispetto al prodotto già pensato per la destinazione industriale. La differenza consiste nel fatto che il prodotto cosiddetto industriale, viene piantato e non subisce nessun tipo di intervento fino al momento della raccolta, che si svolge in un’unica fase. Di conseguenza, essendo la maturazione dei pomodori più veloce per i frutti più vicini all’apparato radicale, e più lenta per i frutti lontani, i pomodori avranno differenti gradi di maturazione, alcuni acerbi, altri troppo maturi. Il processo da noi applicato è totalmente diverso: allevando le piante con l’impiego di tutori di sostegno per farle crescere in verticale, possiamo verificare i differenti stadi di maturazione ed effettuare raccolte differenziate. Ogni pomodoro appartiene a un “palco” di maturazione e noi partiamo da quello più basso, andando man mano verso l’alto fino a raggiungere l’ultimo palco di che sarà oggetto della raccolta finale”.

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In questo modo il pomodoro viene colto al momento giusto, quando ha in serbo le caratteristiche migliori. Inoltre, nel corso della crescita della pianta avvengono una serie di operazioni come la cimatura, che consentono di preservarne la qualità. La raccolta avviene esclusivamente a mano, il pomodoro è poi condotto all’interno dei magazzini e selezionato per mezzo di macchinari ottici che dividono i frutti secondo il colore – sino a 8 tonalità – e la calibratura. Il prodotto idoneo è destinato alla trasformazione, che avviene entro 24 ore, per evitare fenomeni di fermentazione lattica. In questo modo si preservano la freschezza e il profumo di un pomodoro appena colto.

Parlando di mercato nazionale – afferma Fabio Palo – ciò che ci ha caratterizzato è senza dubbio la produzione di pomodoro giallo, una novità che negli ultimi due anni ci ha permesso di conseguire risultati importanti, soprattutto nel canale food service. Per assecondare la nostra naturale propensione all’innovazione, abbiamo brevettato il ketchup giallo ottenuto dai nostri datterini, realizzando un prodotto dal gusto dolce e delicato. Il pomodoro, infatti, si valuta secondo un parametro che ci dice la quantità di zuccheri contenuti. Un normale san marzano ha un livello di zuccheri pari a 4 – 5 gradi brix. Il nostro pomodoro pizzutello ha un rapporto di zuccheri da 6 a 7, un datterino rosso va da 7 a 10, un datterino giallo va da 10 a 12: quindi quest’ultimo contiene un valore di zuccheri naturali che è quasi triplo rispetto al san marzano. La prerogativa dei nostri pomodori consiste nel fatto di essere frutti piccoli, a basso contenuto di acqua, cosa che li rende perfetti per una rapida cottura e un ottimale risultato gustativo. Il basso grado di acidità, inoltre, rende il pomodoro datterino particolarmente apprezzato dai bambini. Uno dei grandi progetti su cui stiamo lavorando è un’azienda di 8 ettari e mezzo dedicata alla biodiversità; abbiamo recuperato un’antica varietà di oliva, la rotondella, tipica del nostro territorio e originaria della Magna Grecia. All’interno dell’azienda il 50% è dedicato al recupero di un uliveto secolare e stiamo per il resto trapiantando nuovi frutteti, perché ciò che siamo riusciti a fare nel mondo della conserva di pomodoro lo vogliamo realizzare anche nell’ambito delle composte di frutta”.

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FINAGRICOLA Soc. Coop

Viale Spagna, 6 – Zona industriale

84091 Battipaglia (SA) ITALIA

www.finagricola.it

www.cosicome.eu

 

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